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Dossier
sulla
repressione della libertà
di stampa
e la censura su Internet in Cina
Censura sul web, aumentano le richieste a Google
19 giugno - Finora il primato delle richieste di censura sul web riguardava la Cina, che
continua a promuovere leggi sul controllo della Rete. Ma un nuovo allarme viene
lanciato da Google, che denuncia migliaia di richieste derivanti da molti
governi occidentali. Il fenomeno, chiarisce Google riguarda spesso
"democrazie occidentali non tipicamente associate con la censura". Nel
rapporto del secondo semestre del 2011, il motore di ricerca più celebre del
mondo dice di aver ricevuto ben 1.007 richieste, che ha soddisfatto in totale il 54% delle
domande; dalle quali sono
escluse quelle provenienti da Cina e Iran. Proprio il Paese della grande muraglia poche settimane fa
aveva annunciato un nuovo giro di vite per gli utenti della Rete. La misura
riguardava l'anonimato sul web, che il governo di Pechino ha formalmente
vietato, costringendo le aziende a registrare ogni internauta con i propri veri
dati anagrafici, forzandole ad assicurare alle autorità il rispetto di un documento
governativo chiamato "Metodi per la governance del sistema informativo
Internet". Il provvedimento è stato anche esteso a forum e blog. (fonte:
Globalist)
Che
cosa si censura in Cina
Dalle
conseguenze ambientali della crescita economica al diabete del presidente Hu,
una lista delle cose che il regime comunista non vuole far sapere...
Cina e censura: Sina
Weibo, il Twitter a punti controllato dal governo
14 giugno - Gli utenti di Sina Weibo sono oltre trecento milioni in
tutto il paese eppure il governo cinese ha intenzione di tenerli
tutti sotto controllo. Sina Weibo, il Twitter cinese,
sarà un sistema a punti proprio come quello della patente. Si hanno
ottanta punti di partenza e restano stabili se si parla del più e del meno;
ma se si toccano argomenti come politica e temi sociali i punti scendono e a
sessanta punti l'utente potrebbe essere cancellato dal
sistema. I punti possono anche aumentare e potrebbero arrivare fino a 90 se
gli utenti danno gli estremi della propria carta di identità, accettando di
rivelare il proprio nome, e si arriva fino a 100 se si inserisce anche il
proprio numero di cellulare. Chen Guancheng, l'attivista cieco trasferito
negli Usa, ha creato parecchio scompiglio al governo cinese,
che come in piena alluvione, rafforza i suoi argini controllando internet.
Ad esempio siti come Sina Weibo e Tencent, entrambi servizi di
microblogging, sono sotto continua pressione da parte delle autorità. Per
Sina Weibo lavorano come censori del regime oltre mille persone e molto probabilmente ne verranno assunte altre: per controllare tutti i
post e rimuovere post " pericolosi". Un altro loro compito
fondamentale è individuare le parole in codice: molti utenti per bypassare
la censura utilizzano parole in codice, come i caratteri cinesi della parola
'Shawshank' per riferirsi all'attivista cieco Chen
Guancheng,
il cui nome era stato bandito dai motori di ricerca cinesi e dai siti
internet. (fonte: blogosfere)
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