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Giornalisti e operatori dei media uccisi nel
2004
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Arabia Saudita
6 giugno: Simon Cumbers, 36 anni, cameraman freelance
della BBC, viene ucciso in un attacco nel quartiere
al-Suwaydi della capitale Riyadh.
BANGLADESH
15 gennaio: Manik Shaha - 45 anni, sposato e padre di due
bambini, corrispondente bangladese del quotidiano “New Age”
nella città di Khulna, sud-ovest del paese, e collaboratore
del settore in lingua bengalese del sito della BBC “BBC
World Service” - viene raggiunto e colpito a morte da una
bomba artigianale lanciatagli contro da uno o più uomini non
identificati. Shaha stava rientrando a casa a bordo di un
risciò dopo aver seguito un meeting del partito
d’opposizione Awami League. Saha era molto noto per il suo
scrivere tagliente e le sue ripetute denunce dei gruppi
malavitosi attivi nella regione; i colleghi hanno riferito
che probabilmente lui stesso sapeva di essere in pericolo,
in seguito alle minacce di morte ricevute per telefono nei
mesi scorsi. Forse all’origine dell’omicidio ci sono, in
particolare, le inchieste sulle attività criminali dei
gruppi che in un primo tempo costituivano il partito maoista
e che ora vivono di estorsione e racket.
28 giugno: Humayun Kabir Balu, direttore di un
quotidiano del Bangladesh è stato ucciso da ignoti a Khulna,
città nel sud del Paese. Balu, 55 anni, stava per entrare
nell'edificio che ospita il suo ufficio e la sua abitazione
quando è stato raggiunto da tre ordigni esplosivi, lanciati
da uno sconosciuto che si è poi dileguato, che gli hanno
devastato le gambe e l'addome. All'attentato hanno assistito
due suoi familiari, incluso il figlio maggiore, entrambi
rimasti feriti non gravemente. Il giornalista è stato
trasportato in ospedale dove è morto durante un'operazione
chirurgica. Balu, già presidente dell'associazione della
stampa di Khulna, dirigeva il popolare quotidiano in lingua
bengali 'Janmabhumi'.
22 agosto: Kamal Hossain, corrispondente del
quotidiano Ajker Kagoj e segretario generale del Club della
stampa di Manikchhari (sud-est del paese) viene assassinato
nella notte tra il 21 e il 22, Kamal Hossain è stato rapito
da uomini armati. Il giornalista che si era nascosto al
momento dell´irruzione degli assalitori nel suo domicilio, è
stato costretto ad uscire dal suo nascondiglio quando i
killer hanno minacciato di uccidere il suo figlio di due
anni. La polizia ha ritrovato il corpo del giornalista
qualche ora più tardi a due chilometri dalla sua abitazione.
La moglie del giornalista ha affermato che il marito era
stato fatto oggetto recentemente di minacce di morte per le
sue indagini su affari legati al banditismo locale. Alcuni
giorni prima del suo assassinio, Kamal Hossain aveva aiutato
la polizia a identificare dei gangster.
4 ottobre: Dipankar Chokroborty, 55 anni, alla
guida del ‘Dainik Durjoy Bangla’, quotidiano pubblicato
nella città di Bogra, viene assassinato a colpi di pugnale
dopo esser sceso da un autobus vicino alla propria
abitazione a Sherpur Upazila (145 chilometri a nord della
capitale Dhaka). Gli assassini, a bordo di una motocicletta,
hanno lasciato l’uomo morente per strada e sono fuggiti.
BIELORUSSIA
21 ottobre: una giornalista bielorussa che scriveva su un
settimanale di opposizione è stata uccisa a Minsk.
Veronika Cerkasova è stata ritrovata morta nel suo
appartamento, sul cadavere rilevate circa 20 coltellate.
Secondo la polizia, l'omicidio potrebbe essere legato alle
inchieste condotte dalla vittima su oscure sette religiose
nel Paese. Ma l'assassinio potrebbe avere anche a che fare
con le intimidazioni politiche del governo autoritario di
Lukashenko
BRASILE
24 aprile: José Carlos Araújo, giornalista di Radio Timbaúba FM, è stato ucciso
a Timbaúba (nello Stato di Pernambuco, nel nord-est del paese). Il giornalista
è stato assassinato da due individui mentre usciva dallo studio di registrazione
situato in prossimità del suo domicilio. I suoi due aggressori non lo hanno
derubato dei suoi effetti personali. Gli assassini del giornalista sono stati
arrestati. Secondo la polizia, i killer hanno confessato di aver ucciso José
Carlos Araújo perché durante una sua trasmissione li aveva accusato di essere
gli autori di diversi crimini. José Carlos Araújo, 37 anni, presentava su Radio
Timbaúba FM il programma "José Carlos Entrevista", nel quale denunciava
l’esistenza di squadroni della morte e il presunto coinvolgimento di importanti
figure locali in molti episodi di criminalità. Il giornalista ucciso era un
personaggio molto popolare a Timbaúba.
11 luglio: Jorge Laurenco Dos Santos, 59 anni,
proprietario della stazione radio Criativa FM, viene ucciso
fuori dalla sua abitazione nella città di Santana do
Ipanema, nello stato di Alagoas, da un uomo non identificato
che gli spara quattro volte prima di fuggire in macchina. Il
giornalista presentava uno show radiofonico nel quale
frequentemente criticava politici e affaristi locali. Il
giornalista aveva ricevuto molte minacce di morte ed era già
stato oggetto di due tentativi di omicidio.
CECENIA
6 maggio: Adlan Khasanov, 33 anni, un cameraman
dell’agenzia britannica Reuters, è rimasto ucciso
nell'attentato allo stadio Dynamo di Grozny durante le
celebrazioni dell’aniversario della vittoria russa sul
nazismo del 1945. Il giovane operatore era rimasto
gravemente ferito alla testa e subito trasportato
all’ospedale. L’ordigno piazzato allo stadio ha ucciso
almeno sei persone, compreso il presidente filo-russo Akhmad
Kadryiov, ed alcuni alti ufficiali dell’esercito. “Siamo
profondamente scioccati e affranti per la perdita del nostro
collega”, ha dichiarato Ann Cooper, direttore del CPJ. "La
morte di Adlan Khasanov ricorda quanto gravi sono i rischi
che i giornalisti corrono quotidianamente nel seguire il
conflitto in Cecenia”. Khasanov aveva lavorato come
fotoreporter e cameraman all’ufficio di Mosca dell’agenzia
Reuters sin dal 1990, per poi seguire la seconda guerra
cecena ripresa dalla Russia nel 1999 , ed aveva più volte
percorso a piedi grandi distanze fra le montagne, fino ai
confini con la Georgia, per recapitare all’agenzia foto e
filmati del conflitto.
Colombia
4 febbraio: Oscar Alberto Polanco Herrera, 37 anni,
direttore del notiziario della televisione 'Cable Uniòn de
Occidente' (CNC) e ospite del programme “Notas de
direcciòn”, viene ucciso nella città di Cartago, nel
dipartimento della Valle del Cauca, mentre stava lasciando
la stazione televisiva a mezzogiorno circa. Il killer scappa
a bordo di una motocicletta guidata da un secondo
attentatore. Secondo le fonti, l’assassinio del giornalista
sarebbe legato al suo lavoro al notiziario, con il quale ha
spesso criticato le autorità locali.
9 febbraio: Martin Larrota Duarte, proprietario di
una stazione radiofonica, viene accoltellato al petto da uno
sconosciuto negli uffici di una delle sue stazioni, La Palma
Estereo, nella città di San Alberto, nel dipartimento di
Cesar. La polizia sta indagando sui motivi dell’attacco.
15 ottobre: i cadaveri di Milton Delgado, 26 anni, e
Milton Rosero, 29 anni sono stati ritrovati nella
regione di Valle, 500 chilometri dalla capitale Bogotà. I
due giornalisti, scomparsi due giorni prima, lavoravano per
una rete televisiva regionale che si occupa di problemi
sociali.
COSTA D'AVORIO
7 novembre: Il corrispondente del quotidiano Le
Courrier d'Abidjan a Duékoué (Ovest), è stato ucciso nel
corso dei disordini tra l'esercito ivoriano, un gruppo di
manifestanti e una colonna della forza francese Licorne,
avvenuti nella mattinata del 7 novembre. La redazione del
giornalista ha comunicato infatti che Antoine Massé,
insegnante di lettere moderne e corrispondente del
quotidiano indipendente vicino al movimento controllato dal
presidente ivoriano, è stato ucciso con colpi d'arma da
fuoco mentre stava seguendo per il suo giornale una
manifestazione che avrebbe dovuto sbarrare il passo
all'avanzata dei soldati francesi della forza Licorne
partiti da Man (Ovest) e diretti verso Abidjan.
Filippine
12 febbraio:
Rowell Endrinal, commentatore politico per una radio
locale e giornalista di un quotidiano regionale, viene
assassinato da due sconosciuti mentre sta uscendo di casa.
La moglie riferisce che, il giorno precedente, il reporter
aveva ricevuto minacce di morte sul telefono cellulare da
qualcuno che non era riuscito a identificare. Nei mesi
scorsi Endrinal aveva più volte attaccato, durante le
trasmissioni radiofoniche, due funzionari pubblici locali,
ma secondo la polizia al momento non ci sarebbero prove che
si tratti di un omicidio politico. L’assassinio del cronista
avviene nel secondo giorno di campagna elettorale per le
presidenziali del prossimo 10 maggio.
23 febbraio: Isabelo Maghoyo, 38 anni, uno speaker
radiofonico dell’emittente dxID radio, viene ucciso da uno
sconosciuto mentre sta uscendo dalla sua casa di Pagadian
City, una provincia del sud Zamboanga. La polizia afferma
che il movente di questo delitto è sconosciuto.
18 giugno: Un giornalista filippino, che aveva avuto il
coraggio di denunciare la corruzione, è stato assassinato a
Malongon da uomini in moto. Ely Binoya, commentatore
politico e direttore di una radio locale, è stato colpito da
3 proiettili alla schiena mentre anche lui era su una moto.
Aveva da poco denunciato per aggressione familiari e alleati
del sindaco di Malongon, Teoderico Padernilla, che l'avevano
aggredito in un ristorante. Binoya aveva spesso accusato il
sindaco di corruzione.
31 luglio: Roger Mariano, animatore della
trasmissione "Roger un Action" sulla radio privata
DZJC-Akyson, è stato ucciso a San Nicola (provincia
dell'Ilicos,a est del paese). Roger Mariano, nella
trasmissione da lui curata, aveva trattato molti
argomenti-tabù alle Filippine. In particolare, aveva
denunciato gli abusi delle autorità locali nella repressione
di un gioco clandestino nelle Filippine, il "jueteng".
5 agosto: il giornalista Arnel Malano, corrispondente
di un quotidiano bulgaro e di radio DZRH, è stato ucciso a
Bauan, (80 km a sud di Manila, nel centro del paese) da
degli sconosciuti motociclisti (probabilmente due), mentre
in compagnia di suo fratello, Appollo Malano, rientrava al
suo domicilio. Secondo la polizia, il fratello del
giornalista non è in grado di identificare gli assassini e
ha dichiarato di non essere a conoscenza di eventuali
minacce al suo congiunto.
12 agosto: Fernando Consignado, 50 anni,
corrispondente di Radio Veritas, viene trovato morto nella
sua casa di Nagcarlan,
75 hm a sud di Manila. Consignado muore per un singolo
proiettile alla testa. La polizia locale ha fin dall'inizio
sostenuto che la morte del giornalista era collegata al suo
lavoro.
29 settembre: un giornalista filippino è stato
ucciso . Lo ha detto la polizia, spiegando che Romeo
Binungcal, 43 anni, era in motocicletta quando, nei
pressi della sua abitazione - nel villaggio di Santa Rosa
(Laguna) -, è stato avvicinato da un uomo che gli ha
sparato, ammazzandolo sul colpo. Binungcal era
corrispondente dalla provincia di Baatan della rivista
‘Remate’. La moglie del defunto ha detto di non avere alcuna
idea delle ragioni dell’omicidio del marito, che si occupava
di cronaca nera per ‘Remate’ e per un quotidiano locale,
‘Mt. Samat Forum’. La coppia aveva sei figli, il più piccolo
dei quali di tre anni.
20 ottobre: un commentatore radiofonico filippino, Eldy
Sablas, da tempo impegnato nella denuncia del traffico
di droga e delle scommesse illegali, è stato ucciso a
Surigao, città costiera nella grande isola meridionale di
Mindanao, in quello che è l’ennesimo episodio di violenza
contro operatori dei media nel Paese asiatico. Lo ha detto
la polizia, precisando che Sablas, il cui vero nome era Eldy
Gabinales, stava uscendo da un grande magazzino a bordo di
un ‘trisikad’ (sorta di motocicletta a tre ruote con
sidecar) quando un ignoto gli si è avvicinato e gli ha
sparato tre colpi a bruciapelo. Il giornalista gestiva
insieme a un collega su ‘Radio dxJR-FM’, emittente del sud
del Paese, un programma chiamato ‘Grido dei cittadini’, in
cui denunciava le illegalità.
13 novembre: un fotografo di 26 anni, Gene Boyd R.
Lumawag, è stato ucciso da presunti componenti del
gruppo estremista islamico ‘Abu Sayyaf’ nel sud delle
Filippine. Lo riferisce il sito ‘Mindanews’, per cui
lavorava Lumawag come ‘photo-editor’, specificando che
l’uomo è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco alla
testa mentre fotografava il tramonto a Jolo, piccola isola
meridionale a sud della grande isola di Mindanao. Il
reporter, impegnato a realizzare un servizio sull’Id
al-Fitr, festa che segna la fine del Ramadan (mese sacro ai
musulmani), è morto sul colpo. Secondo agenzie di stampa
internazionali, con lui c’era un altro giornalista, riuscito
a sfuggire agli aggressori. ‘Mindanews’ pubblica notizie
quotidiane da Mindanao, territorio dove esiste una
significativa presenza musulmana nell’ambito di quella che è
l’unica nazione a maggioranza cattolica di tutta l’Asia. A
Mindanao e Jolo sono attivi gruppi estremisti islamici; in
particolare Jolo è considerata una delle roccaforti di ‘Abu
Sayyaf’, gruppo guerrigliero composto da poche centinaia di
uomini ma molto agguerrito, che sostiene di avere legami con
al Qaida di Osama bin Laden e si finanzia soprattutto
attraverso sequestri di stranieri e sacerdoti cristiani.
GUATEMALA
30 settembre: Miguel Angel Morales, segretario
generale del Circolo nazionale della stampa (Cnp) del
Guatemala, è stato assassinato a colpi di arma da fuoco
mentre viaggiava a bordo della sua auto insieme a sua
moglie, Hanidé de León, diretto nella località di Puerto
Barrios, sul litorale caraibico. La vettura del giornalista
è stata affiancata da un veicolo guidato da uomini armati
che hanno esploso una raffica di proiettili: Morales sarebbe
morto sul colpo; la moglie è rimasta illesa. Il segretario
del Cnp era noto per aver condotto indagini sui luoghi in
cui il leader indipendentista cubano José Martí aveva
sostato durante la sua permanenza in Guatemala nel XIX
secolo. Non è noto se avesse ricevuto minacce di morte.
HAITI
7 marzo - Ricardo Ortega, inviato della catena
spagnola 'Antena 3', viene ucciso mentre sta seguendo una
manifestazione di oppositori all'ex presidente Aristide.
Secondo testimoni a un certo punto i seguaci di Jean
Bertrand Aristide hanno aperto il fuoco contro i
partecipanti a un corteo indetto per celebrare la caduta
dell'ex presidente haitiano. Il bilancio è di sei morti e
una trentina di feriti. Fra le vittime anche l'inviato
spagnolo. I colpi vengono esplosi mentre più di 10.000
persone si avvicinavano al palazzo presidenziale, scortati
dai marines e dai gendarmi francesi, che sono sbarcati
sull'isola per riportare l'ordine.
INDIA
2 maggio - Il freelance Asiya
Jeelani è rimasto ucciso nello
scoppio di una mina mentre si trovava a lavorare con la
Coalition of
Civil Society per preparare un
rapporto sul monitoraggio delle attività elettorali.
L’esplosione avvenuta in una strada rurale nel Kashmir settentrionale ha
ucciso Jeelani e il conducente
del furgoncino nel quale questo si trovava. Il freelance è
deceduto durante il trasporto in ospedale.
Khurran
Parvez e Kumar
Bharti, anch’essi a bordo del
furgoncino, sono stati ricoverati all’ospedale
Srinagar. La
Coalition ha sospeso ogni
attività di monitoraggio temendo che episodi simili
possano ripresentarsi.
Iraq
27 gennaio: Duraid Isa Mohammed, 27 anni, un
produttore televisivo di Cable News Network (CNN), e
Yasser Khatab, 25 anni, il suo autista, muoiono a causa
di alcune ferite riportate durante una sparatoria che
coinvolge i due veicoli in viaggio vicino alla città di
Hillah. I veicoli erano diretti a nord, verso Baghdad,
quando un’auto si avvicina da dietro e un uomo con una
AK-47, attraverso il tetto, apre il fuoco. Il cameraman
Scott McWhinnie, che stava viaggiando nel secondo veicolo,
viene colpito alla testa da una pallottola e curato in una
vicina base militare. Secondo la CNN le vetture del network
non erano targate e gli assassini non potevano sapere che
erano dei giornalisti.
1 febbraio: ci sono anche nove giornalisti tra le vittime
del doppio attentato terroristico dei giorni scorsi a Irbil,
nel Kurdistan iracheno. Il 1° di febbraio due kamikaze
saltano in aria quasi contemporaneamente dopo essersi
introdotti nei due edifici che ospitano i principali partiti
politici della regione, il Kurdistan Democratic Party (KDP)
e il rivale Patriotic Union of Kurdistan (PUK).
Un‘esplosione che uccide quasi 100 persone, non a caso nel
momento in cui la comunità curda stava celebrando “Eid
Al-Adha”, l’appuntamento più significativo del calendario
musulmano, un evento che suscita sempre la massima
considerazione da parte dei media locali. Gli attentatori
probabilmente appartenevano al gruppo terroristico “Jaish
Ansar al Sunna”, orientato contro i partiti curdi perché
colpevoli di essere alleati degli Stati Uniti e di aver
combattuto a fianco delle truppe durante l’invasione
dell’Iraq. I giornalisti e operatori dei media uccisi sono:
Safer Nader, fotografo della rivista Qula;
Abdlsatar Abulkarim, fotografo per il
quotidiano Altakhy; Kamaran Mohamed Omar, redattore
del quotidiano Rzkar; Ayoub Mohamed Salih, cameraman
per KTV; Naseh Salim, columnist per Rzkari; Saad
Abdulla, giornalista; Salah Saedouk, giornalista;
Shawkat Shekh Yazden-Aras, giornalista; Mhdi
Khoshnaw, giornalista.
18 marzo: Ali Abdel Aziz, 35 anni, cameraman iracheno
del canale satellitare di Dubai, Al-Arabiya, viene ucciso a
un posto di blocco a Baghdad quando le truppe americane
aprono il fuoco dopo che un veicolo aveva cercato di forzare
il blocco stradale. Il reporter Ali Al-Khatib di
Al-Arabiya muore a causa delle ferite riportate qualche ora
dopo. L’autista che viaggiava con i giornalisti ha detto che
la troupe stava andando a registrare l’attacco missilistico
contro l’hotel Burj al-Hayat quando le truppe statunitensi
hanno aperto il fuoco.
18 marzo: Nadia Nasrat, Majid Rachid e
Mohamad Ahmad della stazione televisiva regionale
fondata dagli americani, Diyala TV, vengono uccisi in un
agguato ad est della città di Baaquba. La troupe stava
viaggiando in un minibus quando degli uomini armati escono
dall’auto e aprono il fuoco. Altri 10 operatori rimangono
feriti nell’attacco.
31 marzo: il cineoperatore
freelance Burhan Mohamed Mazhour viene ucciso da un
proiettile che lo colpisce alla testa a Fallujah, 56
chilometri ad ovest di Baghdad. Mazhour stava lavorando da
quasi due mesi per la stazione americana ABC e secondo il
Washington Post è stato ucciso insieme ad altri 15 cittadini
iracheni in seguito a un attacco statunitense, mentre le
truppe americane stavano effettuando ricerche casa per casa.
20 aprile: nella città di Samara, a nord di Baghdad, Asaad Kadhim, un
corrispondente per la tv Al-Iraqiya, e il suo autista vengono
uccisi da colpi del cosiddetto “fuoco amico”. Le circostanze dell’incidente sono
poco chiare e il CPJ sta cercando di ottenere maggiori informazioni,
informazioni che né le forze americane, né le forze di coalizione hanno voluto
divulgare.
7 maggio - due giornalisti - un polacco, Waldemar
Milewicz, e un algerino, Mounir Bouamrane - che lavoravano per una
televisione polacca sono stati uccisi da colpi d'arma da fuoco a Latifiya, a sud
di Baghdad, secondo quanto ha detto la loro guida irachena. Nell'attacco,
compiuto da ignoti - ha detto alla France Presse la guida della troupe delle
televisione polacca Tvp, Assir Kamel al Kazzaz - è inoltre rimasto ferito a un
braccio un
cameraman polacco, Jerzy Ernst. ''Un'auto è sopraggiunta da dietro e i suoi occupanti hanno
aperto il fuoco contro il nostro veicolo, uccidendo il giornalista polacco'', ha
precisato la guida, ancora sotto shock. ''Ci siamo fermati e io sono sceso con
il giornalista algerino e il cameraman polacco, ma gli aggressori hanno fatto
un'inversione di marcia e aperto il fuoco di nuovo, uccidendo il giornalista
algerino e ferendo il polacco''.
21 maggio: Rashid Hamid Wali, cameraman della tv
qatariota al Jazeera rimane ucciso a Kerbala in scontri
tra militari Usa e uomini del leader sciita Sadr. Il
giornalista stava documentando i violenti combattimenti tra
forze Usa e miliziani sciiti di Sadr.
29 maggio: A Mahmudiya, 30 km a sud di Baghdad, muoiono due
giornalisti free lance giapponesi, Shinsuke Hashida,
61 anni, e il nipote Kotaro Ogawa, 33 anni. Secondo
le ultime testimonianze, l'auto sulla quale viaggiavano i
due giornalisti, con l'autista e l'interprete iracheno, è
stata assalita con raffiche di colpi d'arma da fuoco e,
sembra, con lancio di granate, da sconosciuti a bordo di
un'altra auto, una Opel, che s'era avvicinata da dietro.
L'autista, ferito, è stato medicato all'ospedale della
cittadina. La zona di Mahmudiya è una delle più pericolose
dell'intero Iraq, teatro di ripetuti attacchi di ribelli
armati contro convogli militari Usa, personale straniero di
imprese impegnate nei lavori di ricostruzione, e
giornalisti, Tre settimane fa furono uccisi lungo la stessa
strada un giornalista polacco e uno algerino e una troupe
della rete tv americana Cnn aveva subito un attacco, con un
bilancio di due morti. Hashida, 61 anni, era un giornalista
molto noto nel suo paese. Dopo aver lavorato a lungo in
un'agenzia di notizie radiofoniche su onde corte con
missioni durante la guerra in Vietnam, nel 1989 si era messo
in proprio con reportage in Cambogia e nel sudest asiatico.
Molto preparato professionalmente e attento alla sicurezza,
di recente aveva visitato Fallujua e voleva portare in
Giappone per cure mediche un ragazzo iracheno di 10 anni
ferito gravemente ad un occhio da un frammento di bomba.
15 agosto: muore a Fallujah il cameraman iracheno Mahmoud Hamid Abbas,
trentaduenne che lavorava per la televisione tedesca Zweites Deutsches Fernsehen
(ZDF). Abbas aveva lavorato anche come produttore e redattore per l´emittente
pubblica. ZDF ha sostenuto in una dichiarazione che Abbas aveva chiamato
l´emittente dicendo che aveva filmato il bombardamento a una casa a Fallujah da
parte delle forze statunitensi e che avrebbe voluto tornare a Baghdad. Abbas
aveva richiamato la stazione un'ora e mezzo dopo per
comunicare che era in corso un "attacco", ma il collegamento
telefonico è caduto poco dopo. La ZDF ha scoperto la morte
di Abbas solamente il giorno seguente dopo il suo corpo era
stato ritrovato in una moschea di Fallujah. In una
dichiarazione la ZDF sostiene che i dettagli sulla morte del
giornalista sono poco chiari.
26 agosto: il giornalista Enzo Baldoni viene ucciso.
A rivelarlo è la tv qatariota Al Jazeera, che
non ha comunque mandato in onda il video dell'uccisione dell'ostaggio
italiano 'per rispetto dei sentimenti degli spettatori' e perché ritenuto
'troppo cruento'
A uccidere il freelance italiano è stato il sedicente Esercito Islamico in
Iraq. Secondo quanto si è appreso, nel video ci sarebbero immagini confuse di
una colluttazione conclusasi con l'uccisione dell'ostaggio mediante colpo di
arma da fuoco.
11 settembre: è morto davanti alle telecamere, mentre
raccontava la battaglia di Bagdad, il giornalista
palestinese Mazen Al Tomaizi, 26 anni, ucciso durante
un bombardamento di elicotteri statunitensi. Le immagini con
due macchie di sangue al centro dell´obiettivo hanno presto
fatto il giro del mondo. Al Tomaizi lavorava per la
televisione al-Arabiya e si trovava tra la gente ammassata
attorno a un blindato americano, attaccato e bruciato dai
ribelli. Durante lo stand up, la prima ripresa non era
venuta bene. «Ripetiamo» ha detto e le registrazioni sono
ripartite. I primi scoppi e la gente è scappata via ma lui
ha continuato a filmare. Solo per qualche istante, però,
prima che un missile centrasse il tank. Una scheggia lo ha
colpito mentre la telecamera, continuava a registrare.
L´uomo ha avuto solo il tempo di gridare «Seif, seif, sto
morendo...» al suo operatore rimasto ferito in modo lieve,
per poi cadere a terra senza vita. Nel bombardamento,
insieme ad Al Tomaizi, sono morte altre 12 persone; tra i 55
feriti un cineoperatore iracheno della Reuters e un
fotografo dell´agenzia Getty, anche lui iracheno. Al Tomaizi
è il quarto giornalista palestinese ucciso in Iraq in un
anno e mezzo.
14 ottobre: Dina Mohammed Hassan, una
giornalista che lavorava per la televisione Al-Hurriya viene
uccisa a Baghdad davanti alla propria abitazione.
15 ottobre: a Mossul un fotografo del consorzio fotografico
europeo EPA, Karam Hussein, viene ucciso da quattro
uomini armati di fronte alla sua casa. Era scapolo e da anni
dedicava tutte le sue energie alla professione di fotografo,
che svolgeva con assoluta dedizione. I suoi ultimi reportage
sono stati un attacco dei ribelli contro un convoglio armato
americano e un lancio di bombe nei pressi di un villaggio.
29 ottobre: ignoti aggressori assassinano a colpi di arma da
fuoco Liqaa Abdul-Razzaq, una giornalista televisiva
irachena di trent'anni molto popolare nel suo Paese
per aver a lungo militato nell'emittente di Stato, come
conduttrice dei telegiornali, durante il regime di Saddam
Hussein. La giornalista è stata colpita mentre era in auto
con alcuni suoi colleghi: lei è morta, altre due persone
sono rimaste ferite. Un destino tragico, quello della sua
famiglia: due mesi fa in circostanze analoghe era stato già
ucciso il marito, interprete presso la stessa emittente.
Dall'anno scorso la giornalista era passata alla televisione
locale 'al-Sharqiya', riprendendo le sue mansioni di
speaker. Madre di un bambino di 6 anni, un mese fa
aveva dato alla luce un'altra bimba.
1 novembre: un cameraman
iracheno viene ucciso a Ramadi, città a 110 km a ovest di
Baghdad, da un proiettile alla testa. Dhia Najim, 55
anni, stava riprendendo scontri fra truppe americane e
ribelli sunniti vicino alla sua casa quando è stato colpito
dal proiettile. La vittima, che lascia la moglie e quattro
figli, lavorava come cameraman freelance per la Reuters
Television.
Kazakhistan
20 luglio: Askhat
Sharipzhanov, giornalista per la rivista on line
Navigator, muore per le ferite riportate quattro giorni
prima dopo essere stato investito fuori del suo ufficio
nella città di Almaty. Il 16 luglio Sharipzhanov aveva
intervistato alcune figure dell'opposizione. Il direttore di
Navigator ha in seguito affermato che la trascrizione delle
interviste erano sparite dal computer di Sharipzhanov, e
che, anche per questo, riteneva che il giornalista potesse
essere stato ucciso a causa del suo lavoro.
Messico
19 marzo: in Nuevo Laredo
viene assassinato il direttore editoriale del giornale "El
manana", Roberto Javier Mora Garcia. L'assassinio ha
luogo nelle prime ore del mattino, quando Mora Garcia sta
tornando a casa dal lavoro. Il corpo presenta una ventina di
pugnalate. Mora Garcia si era distinto per aver pubblicato
numerosi articoli sulle attività di una organizzazione di
trafficanti di droga della regione. Le autorità non scartano
la possibilità che l'assassinio sia collegato alle sue
attività giornalistiche, anche se ammettono di non poter
affermare, per ora, quale èstato il movente del crimine.
Sulla scena del crimine si sono trovati il portafoglio del
giornalista, carte di credito e documenti.
24 giugno: dietro l’uccisione di Francisco Ortiz Franco, editorialista e
co-fondatore del settimanale messicano ‘Zeta’, ci sarebbe il Cartello della
droga dei fratelli Arellano Félix: lo ha detto alla stampa il procuratore
generale Rafael Macedo a 72 ore dall’omicidio di Ortiz Franco, assassinato
martedì nel centro di Tijuana, al confine con gli Stati Uniti. Secondo Macedo,
l’omicidio del giornalista, conosciuto per le sue inchieste sui boss del
narcotraffico e la corruzione politica, andrebbe messo in connessione con il
recente arresto di Mario Alberto Rivera, considerato il capo dei sicari al soldo
del famigerato Cartello di Tijuana. “Crediamo che le modalità con cui è stato
eseguito il crimine siano quello del gruppo degli Arellano Félix. Stiamo
cercando ogni traccia che colleghi Rivera a loro” ha detto Macedo. Ortiz Franco
è stato ucciso da due killer ancora non identificati mentre era in strada con i
suoi due figli piccoli, all’uscita da un ambulatorio dove aveva effettuato una
terapia per una paresi facciale causata sembra da stress. È il terzo giornalista
della stessa testata finito bersaglio dei ‘narcos’: il vice-direttore e
co-fondatore di ‘Zeta’ Héctor Félix Miranda venne assassinato il 20 aprile 1988,
mentre il condirettore Jesus Blancornelas fu gravemente ferito nel 1997 in un
agguato in cui rimase ucciso il suo autista, Luis Lauro Valero.
21 agosto: il giornalista e commentatore messicano
Francisco Arratia Saldierna viene ucciso mentre stava
documentando i crimini che si verificano lungo il confine
tra il Messico e gli Stati Uniti. Saldierna è stato
accoltellato e torturato nel nord della città di Matamoros,
nel Tamaulipas, il 31 agosto scorso. Attirato fuori dal suo
garage da degli sconosciuti, è stato ritrovato soltanto
un'ora dopo che giaceva gravemente ferito davanti agli
uffici della Croce Rossa. Il giornalista è morto in ospedale
poco dopo a causa della rottura del cranio e di ferite e
bruciature sulle spalle e allo stomaco. Saldierna era
l’autore di articoli apparsi su quattro quotidiani - El
Imparcial, El Regional, Mercurio e El Cinco - nei quali
venivano affrontati temi delicati per lo stato di
Tamaulipas, tra cui: corruzione, traffico di droga e
criminalità organizzata.
10 settembre: dopo più di tre mesi
di ricerche sono stati rinvenuti i resti di Leogedario Aguilera, giornalista e
direttore della rivista ‘Mundo Politico’, misteriosamente scomparso nel maggio
di quest’anno. Il corpo di Aguilera è stato ritrovato dalla polizia nello Stato
di Guerrero, nel sud del Messico; la macabra scoperta ha fatto lievitare a
quattro il numero dei giornalisti messicani uccisi nel 2004. Immediata è stata
la reazione della categoria, che ha inviato una lettera al presidente della
Repubblica Vicente Fox e al governatore dello Stato di Guerrero, René Juárez,
esprimendo “indignazione” per l’assassinio del giornalista, avvenuto
presumibilmente nel porto di Acapulco. “Condanniamo questo fatto ed esigiamo
giustizia, che si intraprenda un’indagine seria e approfondita e che i colpevoli
siano giudicati affinché l’impunità non alimenti nuovi attacchi” si legge nella
lettera, nella quale i giornalisti messicani chiedono inoltre a Fox di
“garantire la libertà d’espressione, seriamente attaccata in vari Stati” della
federazione messicana.
28 novembre: Gregorio Rodríguez Hernández, fotografo del quotidiano El
Debat, viene assassinato a Escuinapa, nello Stato di Sinaloa
(nord-ovest).
NEPAL
7 febbraio: le forze di sicurezza uccidono il giornalista
Padma Raj Devkota nel remoto distretto occidentale di
Jumla. Devkota stava lavorando come capo editore del
bimensile 'Bhurichula'. Secondo fonti locali il giornalista
viene ucciso durante un'operazione di sicurezza di routine
nell'area. Devkota aveva anche lavorato come corrispondente
locale per il giornale 'Nepal Today' e 'Karnali Sandes',
pubblicati a Kathmandu. Le forze di sicurezza hanno
affermato che Devkota è stato ucciso con sei ribelli del
partito comunista del Nepal (CPN-Maoist).
11 agosto: il Partito comunista nepalese rivendica
l´esecuzione di Dekendra Raj Thapa, reporter della radio
governativa Radio Nepal. Dekendra Raj Thap, accusato di
spionaggio a favore delle autorità nazionali era stato
rapito il 26 giugno 2004 a Dailekh (500 km a ovest di
Katmandou). Tra i dieci "capi d´imputazione" contestati dai
guerriglieri al giornalista spicca la sua partecipazione
all´organizzazione di una cerimonia in onore del re
Gyanendra, nell´aprile 2004. Il giornalista era un attivista
di numerose organizzazioni di difesa dei diritti umani ed
era stato consigliere dell´associazione indipendente Human
Rights and Peace Society (HURPES).
29 agosto: Badri Khadka,
reporter per il settimanale pro-maoista Janadesh, viene
ucciso dalle forze di sicurezza nel distretto di Morang,
nell'est del Nepal. Secondo alcune testimonianze Khadka era
stato brutalmente torturato dopo il suo arresto nell'area
del Kalyanpur. Le forze di sicurezza hanno sempre negato
l'arresto del giornalista, sostenendo che Khadka era stato
ucciso in uno scontro a fuoco assieme a ribelli maoisti.
NICARAGUA
12 febbraio: Carlos José Guadamuz, giornalista
televisivo nicaraguense ed ex-militante del Fronte
sandinista di liberazione nazionale, viene assassinato di
fronte gli uffici dell’emittente per cui lavorava a Managua.
L’uomo viene raggiunto da cinque proiettili e muore mentre
viene trasportato in ospedale. Negli anni ’80 Guadamuz era
stato direttore della 'Voce del Nicaragua' e poi
dell’emittente radiofonica sandinista 'Radio Ya'; in seguito
aveva realizzato molti programmi di informazione politica
per diverse reti televisive. Attualmente lavorava per il
canale Cdnn-23. Durante gli anni della lotta contro il
regime di Anastasio Somoza, Guadamuz trascorse otto anni di
prigione insieme all’ex- presidente e leader del movimento
sandinista, Daniel Ortega. Successivamente, il giornalista
aveva lasciato il Fronte sandinista di liberazione
nazionale, trasformandosi in un aspro critico di Ortega e
del suo entourage. Più volte Guadamuz aveva attaccato l’ex
presidente nei suoi programmi televisivi e per questo, come
aveva pubblicamente rivelato in una recente trasmissione,
aveva ricevuto minacce di morte.
9 novembre: la giornalista
nicaraguense María José Bravo è stata uccisa in uno
scontro tra rivali politici durante il conteggio dei voti
delle elezioni amministrative svoltesi domenica scorsa e
vinte dal Frente Sandinista de Liberación Nacional (Fsln).
L´episodio è avvenuto l´altro ieri, ma la stampa locale ne
ha dato notizia solo nelle ultime ore. La Bravo, 26 anni,
corrispondente dal dipartimento nordorientale di Chontales
del quotidiano di Managua `La Prensa´, era appena uscita da
un seggio elettorale a Juigalpa, capoluogo del dipartimento,
e stava parlando con alcune persone quando, intorno alle
18:30 locali, è stata raggiunta al petto da colpi di arma da
fuoco. La sparatoria è avvenuta durante un´accesa lite tra
sostenitori del Partido Liberal Constitucionalista (Plc),
risultato il grande sconfitto della tornata elettorale di
quattro giorni fa, e esponenti della Alianza por la
República (Apre), partito di governo uscito decisamente
ridimensionato dalle urne. Poche ore dopo l´omicidio, la
polizia ha arrestato come principale sospetto Eugenio
Hernandez Gonzalez, ex-sindaco per il Plc della città di El
Ayote, che sarebbe stato visto da testimoni impugnare una
pistola poco prima dell´omicidio della Bravo. Non è ancora
chiaro se la giornalista sia stata uccisa per sbaglio o
fosse un preciso obiettivo degli assassini.
Palestina
2 marzo: Khalil Al Zebin, 59 anni, giornalista veterano
palestinese, redattore del bimensile An Nashra, e portavoce
del presidente Yasser Arafat per i diritti umani e i
rapporti con i media, viene ucciso da un cecchino a Gaza.
mentre esce dal suo ufficio.
22 marzo: Mohamed Abu Halima, un giornalista
palestinese, viene ucciso fuori dalla città di Nablus, nel
Bank occidentale. Abu Halima, corrispondente della stazione
radio Al-Najah e fotografo freelance, viene ucciso vicino al
campo per i rifugiati di Balata, dove stava documentando
l’attività delle truppe israeliane. Testimoni raccontano che
Abu Halima stava fotografando alcune jeep israeliane quando
è stato colpito allo stomaco. Muore in un ospedale locale.
Il portavoce delle Forza di Difesa Israeliane (IDF) afferma
che Mohamed era armato e che ha sparato contro i soldati
dell’IDF, che hanno risposto al fuoco.
PARAGUAY
20.04.04 - Samuel Román, un reporter della
stazione radio Ñu Verá che si trovava a Capitán Bado, città
paraguayana al confine con il Brasile, è stato ucciso il 20
aprile scorso. Due uomini a bordo di una motocicletta gli
hanno sparato 13 colpi mentre il giornalista stava
rientrando in Brasile, a Coronel Sapucaia dopo essere stato
ospite di un programma chiamato "La Voz del Pueblo" ("La
Voce del Popolo"), nel quale aveva sollevato il problema
della condotta di alcuni ufficiali nella città di Coronel
Sapucaia. Le 450 miglia del confine tra Paraguay e Brasile
infatti sono conosciuti per essere il centro della
corruzione, del contrabbando e del crimine organizzato.
PAKISTAN
29 gennaio: Sajid Tanoli, giornalista del quotidiano
Shumaal, viene ucciso da un politico locale. Secondo quanto
viene diffuso, Khalid Javed, sindaco di Mansehra, spara
cinque colpi verso Tanoli, il quale parlando di un traffico
illegale di alcool aveva fatto il nome del politico. Di
Javed, che ha lasciato la scena subito dopo l’aggressione,
non si hanno più notizie. Il 26 gennaio, Tanoli aveva fatto
il nome di Javed in un articolo nel quale si riteneva che
questo fosse coinvolto nel commercio di liquori, secondo la
legge islamica illegale in Pakistan. Javed aveva
immediatamente querelato la redazione di Shumaal.
PERU
14 febbraio: mentre sta tornando a casa, viene assassinato
Antonio De la Torre Echendìa, un giornalista
quarantatrenne di Radio Orbita, nella città di Yungay,
regione di Ancash. Il giornalista lascia la moglie e 3 figli
in tenera età. In base alle informazioni ottenute dall'IPYS,
De la Torre Echendìa è stato pugnalato ripetutamente dopo
essere stato aggredito da due individui. Prima di morire il
giornalista è riuscito a identificare uno dei suoi
aggressori. Rispetto alle probabili motivazioni
dell'assassinio, fonti ufficiali riferiscono che pochi
giorni prima, il giornalista aveva incluso nel notiziario di
Radio Orbita un programma chiamato "Con verità e giustizia".
Il programma riportava le lamentele della comunità nei
confronti di apparati di governo e aveva causato subito
forti polemiche. Un collega del giornalista ucciso ha detto
che la vittima aveva ricevuto molteplici e anonime minacce
di morte dovute, secondo quest'ultimo, alle accuse che De la
Torre Echendìa aveva esposto via radio. Minacce subito
confermate dalla moglie. Subito dopo l'assassinio la polizia
di Yungay ha catturato uno dei probabili assassini:
l'autista del sindaco della città di Yungay.
21 aprile: il giornalista Alberto Rivera Fernández, ex membro del parlamento e
presidente della Federazione dei giornalisti di Ucayali, viene assassinato nella sua abitazione a Pucallpa, nell’est del paese. Secondo le
informazioni raccolte dai corrispondenti locali, il giornalista stava lavorando
nel suo ufficio quando alle 13:30 ora locale, due individui non identificati
hanno fatto irruzione nella stanza e gli hanno sparato due colpi al torace.
Rivera Fernández era conosciuto per la sua
forte opposizione alle autorità locali e regionali per una storia di profitti
ottenuti dalla vendita di terreni occupati da clandestini a Pucalpa. Subito dopo
l’omicidio, in una dichiarazione rilasciata a Radio Programas, un membro del
congresso ha accusato il presidente della regione Edwin Vásquez López e il
sindaco di Coronel Portillo, Luis Valdez Villacorta, di essere coinvolti nella
morte del giornalista, anche se queste affermazioni non sono state ancora
confermate.
RUSSIA
10 luglio: Il direttore della neonata edizione russa di
Forbes, Paul Khlebnikov,viene ucciso a Mosca dinanzi
alla sede della redazione. Khlebnikov era stato autore di
inchieste 'calde' e di una pungente biografia dedicata al
controverso uomo d'affari russo Boris Berezovski (che vive
attualmente a Londra dove ha ricevuto asilo politico).
17 luglio: Il corpo senza vita di Payl Peloyan, redattore di
una importante rivista russa di arte e letteratura. è stato
ritrovato con addosso i segni di una violenta aggressione:
tagli profondi alla testa, alla faccia e al torace.
SERBIA E
MONTENEGRO
27 maggio: Verso la mezzanotte viene ucciso Duško Jovanović,
direttore e caporedattore del quotidiano montenegrino “Dan”.
Alcuni lo hanno già definito il Čuruvija. montenegrino
(Slavko Čuruvija direttore del Dnevni Telegraf e di
Evropljanin fu ucciso a Belgrado l’11 aprile del 1999, il
processo è ancora in corso). Contro Jovanović sono stati
esplosi diversi colpi d’arma da fuoco da una non
identificata macchina in corsa, mentre il direttore di “Dan”
stava entrando nella sua vettura, dopo aver salutato davanti
alla redazione un suo collega del quotidiano “Politika”. La
macchina degli assassini ha poi continuato la sua corsa in
direzione della Facoltà di giurisprudenza.
Jovanović colpito in punti vitali è stato trasportato immediatamente alla Centro
clinico del Montenegro, dove viene sottoposto ad un intervento chirurgico
d’urgenza. Duško Jovanović muore alle 4.30 del mattino a causa delle
mortali ferite riportate.
SRY LANKA
5 giugno: Aiyathurai Nadesan, muore colpito da un
colpo d’arma da fuoco mentre si trovava a Baticaloa, città a
200 km a est di Colombo, intento a raggiungere il suo posto
di lavoro. Nadesan era il vice presidente dell’Eastern
Journalists Association e corrispondente per il quotidiano
Virakesari Tamil, per Shakthi TV e per la stazione radio IBC
News Service. Nel 2000 era stato insignito con il premio
“Best Tamil Journalists” oltre essersi visto riconoscere il
Sahithya Award per il suo libro “History of Ethnic Strife”.
16 agosto: lo scrittore Kandasamy Ayer viene
assassinato nella capitale Colombo per mano di due sicari
tuttora non identificati. Lo scrittore stava uscendo dalla
sua abitazione per recarsi al lavoro. Kandasamy era il
segretario del partito democratico EPDP, presente nel
parlamento dello Sri Lanka da più di dieci anni.
Contemporaneamente Kandasamy aveva collaborato con
varie redazioni di quotidiani e pubblicato diverse
raccolte di racconti. Il suo nome d’arte era Irayaran, aveva
48 anni ed era padre di tre bambini. Sembrerebbe che anche
quest’omicidio rientri nell’ambito delle azioni vendicative
di lotta fra due diverse fazioni: le “tigri della
liberazione” di Tamil Eelam (LTTE) e la fazione di Amman
Karuna, che da un pò di tempo stanno insanguinando il paese
e di cui sono rimaste vittima altri giornalisti e operatori
dei media.
Ucraina
3 marzo: Yuriy Chechyk, direttore di Radio Yuta a
Poltava, muore in circostanze poco chiare in seguito ad un
incidente stradale. Chechvk era in viaggio per incontrare
gli esecutivi del Servizio Ucraino di Radio Liberty, che è
spesso critico nei confronti del governo ucraino, per
discutere della diffusione dei programmi della stazione
sulla fascia più accessibile dell’FM. Il servizio FM di
Radio Liberty era stato sospeso da Radio Dovira il mese
precedente per i sospetti di pressioni politiche, mentre
Radio Kontynent, che aveva iniziato la programmazione, era
stata chiusa il 2 marzo.
VENEZUELA
10 settembre: Mauro Marcano, 55 anni,
giornalista e politico, viene ucciso nella città di Maturín,
stato del Monagas a est del Venezuela. Del Valle era ospite
di un programma di Radio 1.080 AM: stava lasciando
l’edificio quando due uomini non identificati gli hanno
sparato alla testa. Secondo fonti non ufficiali Del Valle
avrebbe documentato un traffico di droga nel Monagas
implicandovi anche numerosi uomini d’affari locali. Del
Valle era anche consigliere del partito di Acción
Democrática e dirigeva la Common Lands Commission della
camera comunale del Maturín.
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