64 giornalisti e operatori dei media uccisi nel 2003
Death Watch 2003


 

 

 

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Giornalisti e operatori dei media uccisi nel 2004
 


 


 

Arabia Saudita

6 giugno: Simon Cumbers, 36 anni, cameraman freelance della BBC, viene ucciso in un attacco nel quartiere al-Suwaydi della capitale Riyadh.

BANGLADESH

15 gennaio: Manik Shaha - 45 anni, sposato e padre di due bambini, corrispondente bangladese del quotidiano “New Age” nella città di Khulna, sud-ovest del paese, e collaboratore del settore in lingua bengalese del sito della BBC “BBC World Service” - viene raggiunto e colpito a morte da una bomba artigianale lanciatagli contro da uno o più uomini non identificati. Shaha stava rientrando a casa a bordo di un risciò dopo aver seguito un meeting del partito d’opposizione Awami League. Saha era molto noto per il suo scrivere tagliente e le sue ripetute denunce dei gruppi malavitosi attivi nella regione; i colleghi hanno riferito che probabilmente lui stesso sapeva di essere in pericolo, in seguito alle minacce di morte ricevute per telefono nei mesi scorsi. Forse all’origine dell’omicidio ci sono, in particolare, le inchieste sulle attività criminali dei gruppi che in un primo tempo costituivano il partito maoista e che ora vivono di estorsione e racket.

28 giugno: Humayun Kabir Balu, direttore di un quotidiano del Bangladesh è stato ucciso da ignoti a Khulna, città nel sud del Paese. Balu, 55 anni, stava per entrare nell'edificio che ospita il suo ufficio e la sua abitazione quando è stato raggiunto da tre ordigni esplosivi, lanciati da uno sconosciuto che si è poi dileguato, che gli hanno devastato le gambe e l'addome. All'attentato hanno assistito due suoi familiari, incluso il figlio maggiore, entrambi rimasti feriti non gravemente. Il giornalista è stato trasportato in ospedale dove è morto durante un'operazione chirurgica. Balu, già presidente dell'associazione della stampa di Khulna, dirigeva il popolare quotidiano in lingua bengali 'Janmabhumi'.

22 agosto: Kamal Hossain, corrispondente del quotidiano Ajker Kagoj e segretario generale del Club della stampa di Manikchhari (sud-est del paese) viene assassinato nella notte tra il 21 e il 22, Kamal Hossain è stato rapito da uomini armati. Il giornalista che si era nascosto al momento dell´irruzione degli assalitori nel suo domicilio, è stato costretto ad uscire dal suo nascondiglio quando i killer hanno minacciato di uccidere il suo figlio di due anni. La polizia ha ritrovato il corpo del giornalista qualche ora più tardi a due chilometri dalla sua abitazione. La moglie del giornalista ha affermato che il marito era stato fatto oggetto recentemente di minacce di morte per le sue indagini su affari legati al banditismo locale. Alcuni giorni prima del suo assassinio, Kamal Hossain aveva aiutato la polizia a identificare dei gangster.

4 ottobre:  Dipankar Chokroborty, 55 anni, alla guida del ‘Dainik Durjoy Bangla’, quotidiano pubblicato nella città di Bogra, viene assassinato a colpi di pugnale dopo esser sceso da un autobus vicino alla propria abitazione a Sherpur Upazila (145 chilometri a nord della capitale Dhaka). Gli assassini, a bordo di una motocicletta, hanno lasciato l’uomo morente per strada e sono fuggiti.

BIELORUSSIA

21 ottobre: una giornalista bielorussa che scriveva su un settimanale di opposizione è stata uccisa a Minsk. Veronika Cerkasova è stata ritrovata morta nel suo appartamento, sul cadavere rilevate circa 20 coltellate. Secondo la polizia, l'omicidio potrebbe essere legato alle inchieste condotte dalla vittima su oscure sette religiose nel Paese. Ma l'assassinio potrebbe avere anche a che fare con le intimidazioni politiche del governo autoritario di Lukashenko

BRASILE

24 aprile:  José Carlos Araújo, giornalista di Radio Timbaúba FM, è stato ucciso a Timbaúba (nello Stato di Pernambuco, nel nord-est del paese).  Il giornalista è stato assassinato da due individui mentre usciva dallo studio di registrazione situato in prossimità del suo domicilio. I suoi due aggressori non lo hanno derubato dei suoi effetti personali. Gli assassini del giornalista sono stati arrestati. Secondo la polizia, i killer hanno confessato di aver ucciso José Carlos Araújo perché durante una sua trasmissione li aveva accusato di essere gli autori di diversi crimini. José Carlos Araújo, 37 anni, presentava su Radio Timbaúba FM il programma "José Carlos Entrevista",  nel quale denunciava l’esistenza di squadroni della morte e il presunto coinvolgimento di importanti figure locali in molti episodi di criminalità. Il giornalista ucciso era un personaggio molto popolare a Timbaúba.

11 luglio: Jorge Laurenco Dos Santos, 59 anni, proprietario della stazione radio Criativa FM, viene ucciso fuori dalla sua abitazione nella città di Santana do Ipanema, nello stato di Alagoas, da un uomo non identificato che gli spara quattro volte prima di fuggire in macchina. Il giornalista presentava uno show radiofonico nel quale frequentemente criticava politici e affaristi locali. Il giornalista aveva ricevuto molte minacce di morte ed era già stato oggetto di due tentativi di omicidio.

CECENIA

6 maggio: Adlan Khasanov, 33 anni, un cameraman dell’agenzia britannica Reuters, è rimasto ucciso nell'attentato allo stadio Dynamo di Grozny durante le celebrazioni dell’aniversario della vittoria russa sul nazismo del 1945. Il giovane operatore era rimasto gravemente ferito alla testa e subito trasportato all’ospedale. L’ordigno piazzato allo stadio ha ucciso almeno sei persone, compreso il presidente filo-russo Akhmad Kadryiov, ed alcuni alti ufficiali dell’esercito.  “Siamo profondamente scioccati e affranti per la perdita del nostro collega”, ha dichiarato Ann Cooper, direttore del CPJ.  "La morte di Adlan Khasanov  ricorda quanto gravi sono i rischi che i giornalisti corrono quotidianamente nel  seguire il conflitto in Cecenia”.  Khasanov aveva lavorato come fotoreporter e cameraman all’ufficio di Mosca dell’agenzia Reuters sin dal 1990, per poi seguire la seconda guerra cecena ripresa  dalla Russia nel 1999 , ed aveva più volte percorso a piedi grandi distanze fra le montagne, fino ai confini con la Georgia,  per  recapitare all’agenzia foto e filmati del conflitto.

Colombia

4 febbraio: Oscar Alberto Polanco Herrera, 37 anni, direttore del notiziario della televisione 'Cable Uniòn de Occidente' (CNC) e ospite del programme “Notas de direcciòn”, viene ucciso nella città di Cartago, nel dipartimento della Valle del Cauca, mentre stava lasciando la stazione televisiva a mezzogiorno circa. Il killer scappa a bordo di una motocicletta guidata da un secondo attentatore. Secondo le fonti, l’assassinio del giornalista sarebbe legato al suo lavoro al notiziario, con il quale ha spesso criticato le autorità locali.

9 febbraio: Martin Larrota Duarte, proprietario di una stazione radiofonica, viene accoltellato al petto da uno sconosciuto negli uffici di una delle sue stazioni, La Palma Estereo, nella città di San Alberto, nel dipartimento di Cesar. La polizia sta indagando sui motivi dell’attacco.

15 ottobre: i cadaveri di Milton Delgado, 26 anni, e Milton Rosero, 29 anni sono stati ritrovati nella regione di Valle, 500 chilometri dalla capitale Bogotà. I due giornalisti, scomparsi due giorni prima, lavoravano per una rete televisiva regionale che si occupa di problemi sociali.

COSTA D'AVORIO

7 novembre: Il corrispondente del quotidiano Le Courrier d'Abidjan a Duékoué (Ovest), è stato ucciso nel corso dei disordini tra l'esercito ivoriano, un gruppo di manifestanti e una colonna della forza francese Licorne, avvenuti nella mattinata del 7 novembre. La redazione del giornalista ha comunicato infatti che Antoine Massé, insegnante di lettere moderne e corrispondente del quotidiano indipendente vicino al movimento controllato dal presidente ivoriano, è stato ucciso con colpi d'arma da fuoco mentre stava seguendo per il suo giornale una manifestazione che avrebbe dovuto sbarrare il passo all'avanzata dei soldati francesi della forza Licorne partiti da Man (Ovest) e diretti verso Abidjan.

Filippine

12 febbraio:  Rowell Endrinal, commentatore politico per una radio locale e giornalista di un quotidiano regionale, viene assassinato da due sconosciuti mentre sta uscendo di casa. La moglie riferisce che, il giorno precedente, il reporter aveva ricevuto minacce di morte sul telefono cellulare da qualcuno che non era riuscito a identificare. Nei mesi scorsi Endrinal aveva più volte attaccato, durante le trasmissioni radiofoniche, due funzionari pubblici locali, ma secondo la polizia al momento non ci sarebbero prove che si tratti di un omicidio politico. L’assassinio del cronista avviene nel secondo giorno di campagna elettorale per le presidenziali del prossimo 10 maggio.

23 febbraio: Isabelo Maghoyo, 38 anni, uno speaker radiofonico dell’emittente dxID radio, viene ucciso da uno sconosciuto mentre sta uscendo dalla sua casa di Pagadian City, una provincia del sud Zamboanga. La polizia afferma che il movente di questo delitto è sconosciuto.

18 giugno: Un giornalista filippino, che aveva avuto il coraggio di denunciare la corruzione, è stato assassinato a Malongon da uomini in moto. Ely Binoya, commentatore politico e direttore di una radio locale, è stato colpito da 3 proiettili alla schiena mentre anche lui era su una moto. Aveva da poco denunciato per aggressione familiari e alleati del sindaco di Malongon, Teoderico Padernilla, che l'avevano aggredito in un ristorante. Binoya aveva spesso accusato il sindaco di corruzione.

31 luglio: Roger Mariano, animatore della trasmissione "Roger un Action" sulla radio privata DZJC-Akyson, è stato ucciso a San Nicola (provincia dell'Ilicos,a est del paese). Roger Mariano, nella trasmissione da lui curata, aveva trattato molti argomenti-tabù alle Filippine. In particolare, aveva denunciato gli abusi delle autorità locali nella repressione di un gioco clandestino nelle Filippine, il "jueteng".

5 agosto: il giornalista Arnel Malano, corrispondente di un quotidiano bulgaro e di radio DZRH, è stato ucciso a Bauan, (80 km a sud di Manila, nel centro del paese) da degli sconosciuti motociclisti (probabilmente due), mentre in compagnia di suo fratello, Appollo Malano, rientrava al suo domicilio. Secondo la polizia, il fratello del giornalista non è in grado di identificare gli assassini e ha dichiarato di non essere a conoscenza di eventuali minacce al suo congiunto.

12 agosto: Fernando Consignado, 50 anni, corrispondente di Radio Veritas, viene trovato morto nella sua casa di Nagcarlan, 75 hm a sud di Manila. Consignado muore per un singolo proiettile alla testa. La polizia locale ha fin dall'inizio sostenuto che la morte del giornalista era collegata al suo lavoro.

29 settembre: u
n giornalista filippino è stato ucciso . Lo ha detto la polizia, spiegando che Romeo Binungcal, 43 anni, era in motocicletta quando, nei pressi della sua abitazione - nel villaggio di Santa Rosa (Laguna) -, è stato avvicinato da un uomo che gli ha sparato, ammazzandolo sul colpo. Binungcal era corrispondente dalla provincia di Baatan della rivista ‘Remate’. La moglie del defunto ha detto di non avere alcuna idea delle ragioni dell’omicidio del marito, che si occupava di cronaca nera per ‘Remate’ e per un quotidiano locale, ‘Mt. Samat Forum’. La coppia aveva sei figli, il più piccolo dei quali di tre anni.

20 ottobre: un commentatore radiofonico filippino, Eldy Sablas, da tempo impegnato nella denuncia del traffico di droga e delle scommesse illegali, è stato ucciso a Surigao, città costiera nella grande isola meridionale di Mindanao, in quello che è l’ennesimo episodio di violenza contro operatori dei media nel Paese asiatico. Lo ha detto la polizia, precisando che Sablas, il cui vero nome era Eldy Gabinales, stava uscendo da un grande magazzino a bordo di un ‘trisikad’ (sorta di motocicletta a tre ruote con sidecar) quando un ignoto gli si è avvicinato e gli ha sparato tre colpi a bruciapelo. Il giornalista gestiva insieme a un collega su ‘Radio dxJR-FM’, emittente del sud del Paese, un programma chiamato ‘Grido dei cittadini’, in cui denunciava le illegalità.

13 novembre: un fotografo di 26 anni, Gene Boyd R. Lumawag, è stato ucciso da presunti componenti del gruppo estremista islamico ‘Abu Sayyaf’ nel sud delle Filippine. Lo riferisce il sito ‘Mindanews’, per cui lavorava Lumawag come ‘photo-editor’, specificando che l’uomo è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco alla testa mentre fotografava il tramonto a Jolo, piccola isola meridionale a sud della grande isola di Mindanao. Il reporter, impegnato a realizzare un servizio sull’Id al-Fitr, festa che segna la fine del Ramadan (mese sacro ai musulmani), è morto sul colpo. Secondo agenzie di stampa internazionali, con lui c’era un altro giornalista, riuscito a sfuggire agli aggressori. ‘Mindanews’ pubblica notizie quotidiane da Mindanao, territorio dove esiste una significativa presenza musulmana nell’ambito di quella che è l’unica nazione a maggioranza cattolica di tutta l’Asia. A Mindanao e Jolo sono attivi gruppi estremisti islamici; in particolare Jolo è considerata una delle roccaforti di ‘Abu Sayyaf’, gruppo guerrigliero composto da poche centinaia di uomini ma molto agguerrito, che sostiene di avere legami con al Qaida di Osama bin Laden e si finanzia soprattutto attraverso sequestri di stranieri e sacerdoti cristiani.

GUATEMALA

30 settembre: Miguel Angel Morales, segretario generale del Circolo nazionale della stampa (Cnp) del Guatemala, è stato assassinato a colpi di arma da fuoco mentre viaggiava a bordo della sua auto insieme a sua moglie, Hanidé de León, diretto nella località di Puerto Barrios, sul litorale caraibico. La vettura del giornalista è stata affiancata da un veicolo guidato da uomini armati che hanno esploso una raffica di proiettili: Morales sarebbe morto sul colpo; la moglie è rimasta illesa. Il segretario del Cnp era noto per aver condotto indagini sui luoghi in cui il leader indipendentista cubano José Martí aveva sostato durante la sua permanenza in Guatemala nel XIX secolo. Non è noto se avesse ricevuto minacce di morte.

HAITI

7 marzo - Ricardo Ortega, inviato della catena spagnola 'Antena 3', viene ucciso mentre sta seguendo una manifestazione di oppositori all'ex presidente Aristide. Secondo testimoni a un certo punto  i seguaci di Jean Bertrand Aristide hanno aperto il fuoco contro i partecipanti a un corteo indetto per celebrare la caduta dell'ex presidente haitiano. Il bilancio è di sei morti e una trentina di feriti. Fra le vittime anche l'inviato spagnolo. I colpi vengono esplosi mentre più di 10.000 persone si avvicinavano al palazzo presidenziale, scortati dai marines e dai gendarmi francesi, che sono sbarcati sull'isola per riportare l'ordine.

INDIA

2 maggio - Il freelance Asiya
Jeelani è rimasto ucciso nello scoppio di una mina mentre si trovava a lavorare con la Coalition of Civil Society per preparare un rapporto sul monitoraggio delle attività elettorali. L’esplosione avvenuta in una strada rurale nel Kashmir settentrionale ha ucciso Jeelani e il conducente del furgoncino nel quale questo si trovava. Il freelance è deceduto durante il trasporto in ospedale. Khurran Parvez e Kumar Bharti, anch’essi a bordo del furgoncino, sono stati ricoverati all’ospedale Srinagar. La Coalition ha sospeso ogni attività di monitoraggio temendo che episodi simili possano ripresentarsi.

Iraq

27 gennaio: Duraid Isa Mohammed, 27 anni, un produttore televisivo di Cable News Network (CNN), e Yasser Khatab, 25 anni, il suo autista, muoiono a causa di alcune ferite riportate durante una sparatoria che coinvolge i due veicoli in viaggio vicino alla città di Hillah. I veicoli erano diretti a nord, verso Baghdad, quando un’auto si avvicina da dietro e un uomo con una AK-47, attraverso il tetto, apre il fuoco. Il cameraman Scott McWhinnie, che stava viaggiando nel secondo veicolo, viene colpito alla testa da una pallottola e curato in una vicina base militare. Secondo la CNN le vetture del network non erano targate e gli assassini non potevano sapere che erano dei giornalisti.

1 febbraio: ci sono anche nove giornalisti tra le vittime del doppio attentato terroristico dei giorni scorsi a Irbil, nel Kurdistan iracheno. Il 1° di febbraio due kamikaze saltano in aria quasi contemporaneamente dopo essersi introdotti nei due edifici che ospitano i principali partiti politici della regione, il Kurdistan Democratic Party (KDP) e il rivale Patriotic Union of Kurdistan (PUK). Un‘esplosione che uccide quasi 100 persone, non a caso nel momento in cui la comunità curda stava celebrando “Eid Al-Adha”, l’appuntamento più significativo del calendario musulmano, un evento che suscita sempre la massima considerazione da parte dei media locali. Gli attentatori probabilmente appartenevano al gruppo terroristico “Jaish Ansar al Sunna”, orientato contro i partiti curdi perché colpevoli di essere alleati degli Stati Uniti e di aver combattuto a fianco delle truppe durante l’invasione dell’Iraq. I giornalisti e operatori dei media uccisi sono: Safer Nader, fotografo della rivista Qula; Abdlsatar Abulkarim, fotografo per il quotidiano Altakhy; Kamaran Mohamed Omar, redattore del quotidiano Rzkar; Ayoub Mohamed Salih, cameraman per KTV; Naseh Salim, columnist per Rzkari; Saad Abdulla, giornalista; Salah Saedouk, giornalista; Shawkat Shekh Yazden-Aras, giornalista; Mhdi Khoshnaw, giornalista.

18 marzo: Ali Abdel Aziz, 35 anni, cameraman iracheno del canale satellitare di Dubai, Al-Arabiya, viene ucciso a un posto di blocco a Baghdad quando le truppe americane aprono il fuoco dopo che un veicolo aveva cercato di forzare il blocco stradale. Il reporter Ali Al-Khatib di Al-Arabiya muore a causa delle ferite riportate qualche ora dopo. L’autista che viaggiava con i giornalisti ha detto che la troupe stava andando a registrare l’attacco missilistico contro l’hotel Burj al-Hayat quando le truppe statunitensi hanno aperto il fuoco.

18 marzo: Nadia Nasrat, Majid Rachid e Mohamad Ahmad della stazione televisiva regionale fondata dagli americani, Diyala TV, vengono uccisi in un agguato ad est della città di Baaquba. La troupe stava viaggiando in un minibus quando degli uomini armati escono dall’auto e aprono il fuoco. Altri 10 operatori rimangono feriti nell’attacco.

31 marzo: il cineoperatore freelance Burhan Mohamed Mazhour viene ucciso da un proiettile che lo  colpisce alla testa a Fallujah, 56 chilometri ad ovest di Baghdad. Mazhour stava lavorando da quasi due mesi per la stazione americana ABC e secondo il Washington Post è stato ucciso insieme ad altri 15 cittadini iracheni in seguito a un attacco statunitense, mentre le truppe americane stavano effettuando ricerche casa per casa.

20 aprile: nella città di Samara, a nord di Baghdad, Asaad Kadhim, un corrispondente per la tv Al-Iraqiya, e il suo autista vengono uccisi da colpi del cosiddetto “fuoco amico”. Le circostanze dell’incidente sono poco chiare e il CPJ sta cercando di ottenere maggiori informazioni, informazioni che né le forze americane, né le forze di coalizione hanno voluto divulgare.

7 maggio - due giornalisti - un polacco, Waldemar Milewicz, e un algerino, Mounir Bouamrane - che lavoravano per una televisione polacca sono stati uccisi da colpi d'arma da fuoco a Latifiya, a sud di Baghdad, secondo quanto ha detto la loro guida irachena. Nell'attacco, compiuto da ignoti - ha detto alla France Presse la guida della troupe delle televisione polacca Tvp, Assir Kamel al Kazzaz - è inoltre rimasto ferito a un braccio un cameraman polacco, Jerzy Ernst. ''Un'auto è sopraggiunta da dietro e i suoi occupanti hanno aperto il fuoco contro il nostro veicolo, uccidendo il giornalista polacco'', ha precisato la guida, ancora sotto shock. ''Ci siamo fermati e io sono sceso con il giornalista algerino e il cameraman polacco, ma gli aggressori hanno fatto un'inversione di marcia e aperto il fuoco di nuovo, uccidendo il giornalista algerino e ferendo il polacco''.

21 maggio: Rashid Hamid Wali, cameraman della tv qatariota al Jazeera rimane ucciso a Kerbala in scontri  tra militari Usa e uomini del leader sciita Sadr. Il giornalista stava documentando i violenti combattimenti tra forze Usa e miliziani sciiti di Sadr.

29 maggio: A Mahmudiya, 30 km a sud di Baghdad, muoiono due giornalisti free lance giapponesi, Shinsuke Hashida, 61 anni, e il nipote Kotaro Ogawa, 33 anni. Secondo le ultime testimonianze, l'auto sulla quale viaggiavano i due giornalisti, con l'autista e l'interprete iracheno, è stata assalita con raffiche di colpi d'arma da fuoco e, sembra, con lancio di granate, da sconosciuti a bordo di un'altra auto, una Opel, che s'era avvicinata da dietro. L'autista, ferito, è stato medicato all'ospedale della cittadina. La zona di Mahmudiya è una delle più pericolose dell'intero Iraq, teatro di ripetuti attacchi di ribelli armati contro convogli militari Usa, personale straniero di imprese impegnate nei lavori di ricostruzione, e giornalisti, Tre settimane fa furono uccisi lungo la stessa strada un giornalista polacco e uno algerino e una troupe della rete tv americana Cnn aveva subito un attacco, con un bilancio di due morti. Hashida, 61 anni, era un giornalista molto noto nel suo paese. Dopo aver lavorato a lungo in un'agenzia di notizie radiofoniche su onde corte con missioni durante la guerra in Vietnam, nel 1989 si era messo in proprio con reportage in Cambogia e nel sudest asiatico. Molto preparato professionalmente e attento alla sicurezza, di recente aveva visitato Fallujua e voleva portare in Giappone per cure mediche un ragazzo iracheno di 10 anni ferito gravemente ad un occhio da un frammento di bomba.

15 agosto: muore a Fallujah il cameraman iracheno Mahmoud Hamid Abbas, trentaduenne che lavorava per la televisione tedesca Zweites Deutsches Fernsehen (ZDF). Abbas aveva lavorato anche come produttore e redattore per l´emittente pubblica. ZDF ha sostenuto in una dichiarazione che Abbas aveva chiamato l´emittente dicendo che aveva filmato il bombardamento a una casa a Fallujah da parte delle forze statunitensi e che avrebbe voluto tornare a Baghdad. Abbas aveva richiamato la stazione un'ora e mezzo dopo per comunicare che era in corso un "attacco", ma il collegamento telefonico è caduto poco dopo. La ZDF ha scoperto la morte di Abbas solamente il giorno seguente dopo il suo corpo era stato ritrovato in una moschea di Fallujah. In una dichiarazione la ZDF sostiene che i dettagli sulla morte del giornalista sono poco chiari.

26 agosto: il giornalista Enzo Baldoni viene ucciso. A rivelarlo è la tv qatariota Al Jazeera, che non ha comunque mandato in onda il video dell'uccisione dell'ostaggio italiano 'per rispetto dei sentimenti degli spettatori' e perché ritenuto 'troppo cruento' A uccidere il freelance italiano è stato il sedicente Esercito Islamico in Iraq. Secondo quanto si è appreso, nel video ci sarebbero immagini confuse di una colluttazione conclusasi con l'uccisione dell'ostaggio mediante colpo di arma da fuoco.

11 settembre: è morto davanti alle telecamere, mentre raccontava la battaglia di Bagdad, il giornalista palestinese Mazen Al Tomaizi, 26 anni, ucciso durante un bombardamento di elicotteri statunitensi. Le immagini con due macchie di sangue al centro dell´obiettivo hanno presto fatto il giro del mondo. Al Tomaizi lavorava per la televisione al-Arabiya e si trovava tra la gente ammassata attorno a un blindato americano, attaccato e bruciato dai ribelli. Durante lo stand up, la prima ripresa non era venuta bene. «Ripetiamo» ha detto e le registrazioni sono ripartite. I primi scoppi e la gente è scappata via ma lui ha continuato a filmare. Solo per qualche istante, però, prima che un missile centrasse il tank. Una scheggia lo ha colpito mentre la telecamera, continuava a registrare. L´uomo ha avuto solo il tempo di gridare «Seif, seif, sto morendo...» al suo operatore rimasto ferito in modo lieve, per poi cadere a terra senza vita. Nel bombardamento, insieme ad Al Tomaizi, sono morte altre 12 persone; tra i 55 feriti un cineoperatore iracheno della Reuters e un fotografo dell´agenzia Getty, anche lui iracheno. Al Tomaizi è il quarto giornalista palestinese ucciso in Iraq in un anno e mezzo.

14 ottobre:  Dina Mohammed Hassan, una giornalista che lavorava per la televisione Al-Hurriya viene uccisa a Baghdad davanti alla propria abitazione.

15 ottobre: a Mossul un fotografo del consorzio fotografico europeo EPA, Karam Hussein, viene ucciso da quattro uomini armati di fronte alla sua casa. Era scapolo e da anni dedicava tutte le sue energie alla professione di fotografo, che svolgeva con assoluta dedizione. I suoi ultimi reportage sono stati un attacco dei ribelli contro un convoglio armato americano e un lancio di bombe nei pressi di un villaggio.

29 ottobre: ignoti aggressori assassinano a colpi di arma da fuoco Liqaa Abdul-Razzaq, una giornalista televisiva irachena di trent'anni  molto popolare nel suo Paese per aver a lungo militato nell'emittente di Stato, come conduttrice dei telegiornali, durante il regime di Saddam Hussein. La giornalista è stata colpita mentre era in auto con alcuni suoi colleghi: lei è morta, altre due persone sono rimaste ferite. Un destino tragico, quello della sua famiglia: due mesi fa in circostanze analoghe era stato già ucciso il marito, interprete presso la stessa emittente. Dall'anno scorso la giornalista era passata alla televisione locale 'al-Sharqiya', riprendendo le sue mansioni di speaker.  Madre di un bambino di 6 anni, un mese fa aveva dato alla luce un'altra bimba.

1 novembre: un cameraman iracheno viene ucciso a Ramadi, città a 110 km a ovest di Baghdad, da un proiettile alla testa. Dhia Najim, 55 anni, stava riprendendo scontri fra truppe americane e ribelli sunniti vicino alla sua casa quando è stato colpito dal proiettile. La vittima, che lascia la moglie e quattro figli, lavorava come cameraman freelance per la Reuters Television.

Kazakhistan

20 luglio: Askhat Sharipzhanov, giornalista per la rivista on line Navigator, muore per le ferite riportate quattro giorni prima dopo essere stato investito fuori del suo ufficio nella città di Almaty. Il 16 luglio Sharipzhanov aveva intervistato alcune figure dell'opposizione. Il direttore di Navigator ha in seguito affermato che la trascrizione delle interviste erano sparite dal computer di Sharipzhanov, e che, anche per questo, riteneva che il giornalista potesse essere stato ucciso a causa del suo lavoro.

Messico

19 marzo: in Nuevo Laredo viene assassinato il direttore editoriale del giornale "El manana", Roberto Javier Mora Garcia. L'assassinio ha luogo nelle prime ore del mattino, quando Mora Garcia sta tornando a casa dal lavoro. Il corpo presenta una ventina di pugnalate. Mora Garcia si era distinto per aver pubblicato numerosi articoli sulle attività di una organizzazione di trafficanti di droga della regione. Le autorità non scartano la possibilità che l'assassinio sia collegato alle sue attività giornalistiche, anche se ammettono di non poter affermare, per ora, quale èstato il movente del crimine. Sulla scena del crimine si sono trovati il portafoglio del giornalista, carte di credito e documenti.

24 giugno: dietro l’uccisione di Francisco Ortiz Franco, editorialista e co-fondatore del settimanale messicano ‘Zeta’, ci sarebbe il Cartello della droga dei fratelli Arellano Félix: lo ha detto alla stampa il procuratore generale Rafael Macedo a 72 ore dall’omicidio di Ortiz Franco, assassinato martedì nel centro di Tijuana, al confine con gli Stati Uniti. Secondo Macedo, l’omicidio del giornalista, conosciuto per le sue inchieste sui boss del narcotraffico e la corruzione politica, andrebbe messo in connessione con il recente arresto di Mario Alberto Rivera, considerato il capo dei sicari al soldo del famigerato Cartello di Tijuana. “Crediamo che le modalità con cui è stato eseguito il crimine siano quello del gruppo degli Arellano Félix. Stiamo cercando ogni traccia che colleghi Rivera a loro” ha detto Macedo. Ortiz Franco è stato ucciso da due killer ancora non identificati mentre era in strada con i suoi due figli piccoli, all’uscita da un ambulatorio dove aveva effettuato una terapia per una paresi facciale causata sembra da stress. È il terzo giornalista della stessa testata finito bersaglio dei ‘narcos’: il vice-direttore e co-fondatore di ‘Zeta’ Héctor Félix Miranda venne assassinato il 20 aprile 1988, mentre il condirettore Jesus Blancornelas fu gravemente ferito nel 1997 in un agguato in cui rimase ucciso il suo autista, Luis Lauro Valero.

21 agosto: il giornalista e commentatore messicano Francisco Arratia Saldierna viene ucciso mentre stava documentando i crimini che si verificano lungo il confine tra il Messico e gli Stati Uniti. Saldierna è stato accoltellato e torturato nel nord della città di Matamoros, nel Tamaulipas, il 31 agosto scorso. Attirato fuori dal suo garage da degli sconosciuti, è stato ritrovato soltanto un'ora dopo che giaceva gravemente ferito davanti agli uffici della Croce Rossa. Il giornalista è morto in ospedale poco dopo a causa della rottura del cranio e di ferite e bruciature sulle spalle e allo stomaco. Saldierna era l’autore di articoli apparsi su quattro quotidiani - El Imparcial, El Regional, Mercurio e El Cinco - nei quali venivano affrontati temi delicati per lo stato di Tamaulipas, tra cui: corruzione, traffico di droga e criminalità organizzata.

10 settembre: dopo più di tre mesi di ricerche sono stati rinvenuti i resti di Leogedario Aguilera, giornalista e direttore della rivista ‘Mundo Politico’, misteriosamente scomparso nel maggio di quest’anno. Il corpo di Aguilera è stato ritrovato dalla polizia nello Stato di Guerrero, nel sud del Messico; la macabra scoperta ha fatto lievitare a quattro il numero dei giornalisti messicani uccisi nel 2004. Immediata è stata la reazione della categoria, che ha inviato una lettera al presidente della Repubblica Vicente Fox e al governatore dello Stato di Guerrero, René Juárez, esprimendo “indignazione” per l’assassinio del giornalista, avvenuto presumibilmente nel porto di Acapulco. “Condanniamo questo fatto ed esigiamo giustizia, che si intraprenda un’indagine seria e approfondita e che i colpevoli siano giudicati affinché l’impunità non alimenti nuovi attacchi” si legge nella lettera, nella quale i giornalisti messicani chiedono inoltre a Fox di “garantire la libertà d’espressione, seriamente attaccata in vari Stati” della federazione messicana.

28 novembre: Gregorio Rodríguez Hernández, fotografo del quotidiano El Debat, viene assassinato a Escuinapa, nello Stato di Sinaloa (nord-ovest).

NEPAL

7 febbraio: le forze di sicurezza uccidono il giornalista Padma Raj Devkota nel remoto distretto occidentale di Jumla. Devkota stava lavorando come capo editore del bimensile 'Bhurichula'. Secondo fonti locali il giornalista viene ucciso durante un'operazione di sicurezza di routine nell'area. Devkota aveva anche lavorato come corrispondente locale per il giornale 'Nepal Today' e 'Karnali Sandes', pubblicati a Kathmandu. Le forze di sicurezza hanno affermato che Devkota è stato ucciso con sei ribelli del partito comunista del Nepal (CPN-Maoist).

11 agosto: il Partito comunista nepalese rivendica l´esecuzione di Dekendra Raj Thapa, reporter della radio governativa Radio Nepal. Dekendra Raj Thap, accusato di spionaggio a favore delle autorità nazionali era stato rapito il 26 giugno 2004 a Dailekh (500 km a ovest di Katmandou). Tra i dieci "capi d´imputazione" contestati dai guerriglieri al giornalista spicca la sua partecipazione all´organizzazione di una cerimonia in onore del re Gyanendra, nell´aprile 2004. Il giornalista era un attivista di numerose organizzazioni di difesa dei diritti umani ed era stato consigliere dell´associazione indipendente Human Rights and Peace Society (HURPES).

29 agosto: Badri Khadka, reporter per il settimanale pro-maoista Janadesh, viene ucciso dalle forze di sicurezza nel distretto di Morang, nell'est del Nepal. Secondo alcune testimonianze Khadka era stato brutalmente torturato dopo il suo arresto nell'area del Kalyanpur. Le forze di sicurezza hanno sempre negato l'arresto del giornalista, sostenendo che Khadka era stato ucciso in uno scontro a fuoco assieme a ribelli maoisti.

NICARAGUA

12 febbraio: Carlos José Guadamuz, giornalista televisivo nicaraguense ed ex-militante del Fronte sandinista di liberazione nazionale, viene assassinato di fronte gli uffici dell’emittente per cui lavorava a Managua. L’uomo viene raggiunto da cinque proiettili e muore mentre viene trasportato in ospedale. Negli anni ’80 Guadamuz era stato direttore della 'Voce del Nicaragua' e poi dell’emittente radiofonica sandinista 'Radio Ya'; in seguito aveva realizzato molti programmi di informazione politica per diverse reti televisive. Attualmente lavorava per il canale Cdnn-23. Durante gli anni della lotta contro il regime di Anastasio Somoza, Guadamuz trascorse otto anni di prigione insieme all’ex- presidente e leader del movimento sandinista, Daniel Ortega. Successivamente, il giornalista aveva lasciato il Fronte sandinista di liberazione nazionale, trasformandosi in un aspro critico di Ortega e del suo entourage. Più volte Guadamuz aveva attaccato l’ex presidente nei suoi programmi televisivi e per questo, come aveva pubblicamente rivelato in una recente trasmissione, aveva ricevuto minacce di morte.

9 novembre: la giornalista nicaraguense María José Bravo è stata uccisa in uno scontro tra rivali politici durante il conteggio dei voti delle elezioni amministrative svoltesi domenica scorsa e vinte dal Frente Sandinista de Liberación Nacional (Fsln). L´episodio è avvenuto l´altro ieri, ma la stampa locale ne ha dato notizia solo nelle ultime ore. La Bravo, 26 anni, corrispondente dal dipartimento nordorientale di Chontales del quotidiano di Managua `La Prensa´, era appena uscita da un seggio elettorale a Juigalpa, capoluogo del dipartimento, e stava parlando con alcune persone quando, intorno alle 18:30 locali, è stata raggiunta al petto da colpi di arma da fuoco. La sparatoria è avvenuta durante un´accesa lite tra sostenitori del Partido Liberal Constitucionalista (Plc), risultato il grande sconfitto della tornata elettorale di quattro giorni fa, e esponenti della Alianza por la República (Apre), partito di governo uscito decisamente ridimensionato dalle urne. Poche ore dopo l´omicidio, la polizia ha arrestato come principale sospetto Eugenio Hernandez Gonzalez, ex-sindaco per il Plc della città di El Ayote, che sarebbe stato visto da testimoni impugnare una pistola poco prima dell´omicidio della Bravo. Non è ancora chiaro se la giornalista sia stata uccisa per sbaglio o fosse un preciso obiettivo degli assassini.

Palestina

2 marzo: Khalil Al Zebin
, 59 anni, giornalista veterano palestinese, redattore del bimensile An Nashra, e portavoce del presidente Yasser Arafat per i diritti umani e i rapporti con i media, viene ucciso da un cecchino a Gaza. mentre esce dal suo ufficio.

22 marzo: Mohamed Abu Halima, un giornalista palestinese, viene ucciso fuori dalla città di Nablus, nel Bank occidentale. Abu Halima, corrispondente della stazione radio Al-Najah e fotografo freelance, viene ucciso vicino al campo per i rifugiati di Balata, dove stava documentando l’attività delle truppe israeliane. Testimoni raccontano che Abu Halima stava fotografando alcune jeep israeliane quando è stato colpito allo stomaco. Muore in un ospedale locale. Il portavoce delle Forza di Difesa Israeliane (IDF) afferma che Mohamed era armato e che ha sparato contro i soldati dell’IDF, che hanno risposto al fuoco.

PARAGUAY

20.04.04 - Samuel Román, un reporter della stazione radio Ñu Verá che si trovava a Capitán Bado, città paraguayana al confine con il Brasile, è stato ucciso il 20 aprile scorso. Due uomini a bordo di una motocicletta gli hanno sparato 13 colpi mentre il giornalista stava rientrando in Brasile, a Coronel Sapucaia dopo essere stato ospite di un programma chiamato "La Voz del Pueblo" ("La Voce del Popolo"), nel quale aveva sollevato il problema della condotta di alcuni ufficiali nella città di Coronel Sapucaia. Le 450 miglia del confine tra Paraguay e Brasile infatti sono conosciuti per essere il centro della corruzione, del contrabbando e del crimine organizzato.

PAKISTAN

29 gennaio: Sajid Tanoli, giornalista del quotidiano Shumaal, viene ucciso da un politico locale. Secondo quanto viene diffuso, Khalid Javed, sindaco di Mansehra, spara cinque colpi verso Tanoli, il quale parlando di un traffico illegale di alcool aveva fatto il nome del politico. Di Javed, che ha lasciato la scena subito dopo l’aggressione, non si hanno più notizie. Il 26 gennaio, Tanoli aveva fatto il nome di Javed in un articolo nel quale si riteneva che questo fosse coinvolto nel commercio di liquori, secondo la legge islamica illegale in Pakistan. Javed aveva immediatamente querelato la redazione di Shumaal.

PERU

14 febbraio: mentre sta tornando a casa, viene assassinato Antonio De la Torre Echendìa, un giornalista quarantatrenne di Radio Orbita, nella città di Yungay, regione di Ancash. Il giornalista lascia la moglie e 3 figli in tenera età. In base alle informazioni ottenute dall'IPYS, De la Torre Echendìa è stato pugnalato ripetutamente dopo essere stato aggredito da due individui. Prima di morire il giornalista è riuscito a identificare uno dei suoi aggressori. Rispetto alle probabili motivazioni dell'assassinio, fonti ufficiali riferiscono che pochi giorni prima, il giornalista aveva incluso nel notiziario di Radio Orbita un programma chiamato "Con verità e giustizia". Il programma riportava le lamentele della comunità nei confronti di apparati di governo e aveva causato subito forti polemiche. Un collega del giornalista ucciso ha detto che la vittima aveva ricevuto molteplici e anonime minacce di morte dovute, secondo quest'ultimo, alle accuse che De la Torre Echendìa aveva esposto via radio. Minacce subito confermate dalla moglie. Subito dopo l'assassinio la polizia di Yungay ha catturato uno dei probabili assassini: l'autista del sindaco della città di Yungay.

21 aprile: il giornalista Alberto Rivera Fernández, ex membro del parlamento e presidente della Federazione dei giornalisti di Ucayali, viene assassinato nella sua abitazione a Pucallpa, nell’est del paese. Secondo le informazioni raccolte dai corrispondenti locali, il giornalista stava lavorando nel suo ufficio quando alle 13:30 ora locale, due individui non identificati hanno fatto irruzione nella stanza e gli hanno sparato due colpi al torace. Rivera Fernández era conosciuto per la sua forte opposizione alle autorità locali e regionali per una storia di profitti ottenuti dalla vendita di terreni occupati da clandestini a Pucalpa. Subito dopo l’omicidio, in una dichiarazione rilasciata a Radio Programas, un membro del congresso ha accusato il presidente della regione Edwin Vásquez López e il sindaco di Coronel Portillo, Luis Valdez Villacorta, di essere coinvolti nella morte del giornalista, anche se queste affermazioni non sono state ancora confermate.

RUSSIA

10 luglio: Il direttore della neonata edizione russa di Forbes, Paul Khlebnikov,viene ucciso a Mosca dinanzi alla sede della redazione. Khlebnikov era stato autore di inchieste 'calde' e di una pungente biografia dedicata al controverso uomo d'affari russo Boris Berezovski (che vive attualmente a Londra dove ha ricevuto asilo politico).

17 luglio: Il corpo senza vita di Payl Peloyan, redattore di una importante rivista russa di arte e letteratura. è stato ritrovato con addosso i segni di una violenta aggressione: tagli profondi alla testa, alla faccia e al torace.

SERBIA E MONTENEGRO

27 maggio: Verso la mezzanotte viene ucciso Duško Jovanović, direttore e caporedattore del quotidiano montenegrino “Dan”. Alcuni lo hanno già definito il Čuruvija. montenegrino (Slavko Čuruvija direttore del Dnevni Telegraf e di Evropljanin fu ucciso a Belgrado l’11 aprile del 1999, il processo è ancora in corso). Contro Jovanović sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco da una non identificata macchina in corsa, mentre il direttore di “Dan” stava entrando nella sua vettura, dopo aver salutato davanti alla redazione un suo collega del quotidiano “Politika”. La macchina degli assassini ha poi continuato la sua corsa in direzione della Facoltà di giurisprudenza.  Jovanović colpito in punti vitali è stato trasportato immediatamente alla Centro clinico del Montenegro, dove viene sottoposto ad un intervento chirurgico d’urgenza. Duško Jovanović muore alle 4.30 del mattino a causa delle mortali ferite riportate.

SRY LANKA

5 giugno: Aiyathurai Nadesan, muore colpito da un colpo d’arma da fuoco mentre si trovava a Baticaloa, città a 200 km a est di Colombo, intento a raggiungere il suo posto di lavoro. Nadesan era il vice presidente dell’Eastern Journalists Association e corrispondente per il quotidiano Virakesari Tamil, per Shakthi TV e per la stazione radio IBC News Service. Nel 2000 era stato insignito con il premio “Best Tamil Journalists” oltre essersi visto riconoscere il Sahithya Award per il suo libro “History of Ethnic Strife”.

16 agosto: lo scrittore Kandasamy Ayer viene assassinato nella capitale Colombo per mano di due sicari tuttora non identificati. Lo scrittore stava uscendo dalla sua abitazione per recarsi al lavoro. Kandasamy era il segretario del partito democratico EPDP, presente nel parlamento dello Sri Lanka da più di dieci anni. Contemporaneamente Kandasamy aveva collaborato con  varie  redazioni di quotidiani e pubblicato diverse raccolte di racconti. Il suo nome d’arte era Irayaran, aveva 48 anni ed era padre di tre bambini. Sembrerebbe che anche quest’omicidio rientri nell’ambito delle azioni vendicative di lotta fra due diverse fazioni: le “tigri della liberazione” di Tamil Eelam (LTTE) e la fazione di Amman Karuna, che da un pò di tempo stanno insanguinando il paese e di cui sono rimaste vittima altri giornalisti e operatori dei media.

Ucraina

3 marzo: Yuriy Chechyk, direttore di Radio Yuta a Poltava, muore in circostanze poco chiare in seguito ad un incidente stradale. Chechvk era in viaggio per incontrare gli esecutivi del Servizio Ucraino di Radio Liberty, che è spesso critico nei confronti del governo ucraino, per discutere della diffusione dei programmi della stazione sulla fascia più accessibile dell’FM. Il servizio FM di Radio Liberty era stato sospeso da Radio Dovira il mese precedente per i sospetti di pressioni politiche, mentre Radio Kontynent, che aveva iniziato la programmazione, era stata chiusa il 2 marzo.

VENEZUELA

10 settembre: Mauro Marcano, 55 anni, giornalista e politico, viene ucciso nella città di Maturín, stato del Monagas a est del Venezuela. Del Valle era ospite di un programma di Radio 1.080 AM: stava lasciando l’edificio quando due uomini non identificati gli hanno sparato alla testa. Secondo fonti non ufficiali Del Valle avrebbe documentato un traffico di droga nel Monagas implicandovi anche numerosi uomini d’affari locali. Del Valle era anche consigliere del partito di Acción Democrática e dirigeva la Common Lands Commission della camera comunale del Maturín.
 

   

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